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DEEP NERVE STIMULATION e DOLORE ADDOMINALE CRONICO

Uno degli aspetti meravigliosi della Fisioterapia è la sua trasversalità. Non esistono approcci specifici solo per una branca medica, ma ogni singolo approccio può trovare applicazione in molte branche mediche.

Il trattamento dei disturbi neurogeni ha la sua applicazione anche nella chirurgia generale.

Talvolta i pazienti soffrono di disturbi dolorosi addominali che non hanno indicazione chirurgica, o purtroppo può succedere che l’esito di un intervento chirurgico dia un dolore post chirurgico che può cronicizzare. Anche dopo una gravidanza, un parto naturale o cesareo...

NERVENIA attraverso un fitto scambio di informazioni e insegnamenti con anestesisti e chirurghi ha adattato il suo approccio al dolore neurogeno.

Il dolore cronico addominale è un problema clinico molto frequente ma comunque complesso, dove la diagnosi spesso è accompagnata a numerose indagini inappropriate e a diversi trattamenti sia farmacologici che chirurgici insoddisfacenti. In effetti il dolore che origina dalle strutture della parete addominale spesso viene erroneamente identificato come un dolore viscerale e trattato di conseguenza, con scarsi risultati in termini di sollievo dalla sintomatologia dolorosa. Questa frequente inappropriatezza determina costi economici considerevoli. Thompson et al. hanno stimato nel 2001 un costo medio di 6727 dollari per ogni paziente a cui sia stata in seguito posta diagnosi di dolore cronico addominale.

La difficoltà è giustificata dalla complessa anatomia e fisiopatologia dell’innervazione dei componenti parietali e viscerali addominali. Già Cyriax nel 1919 aveva descritto l’esistenza di sindromi dolorose apparentemente viscerali, ma in realtà causate dall’irritazione dei nervi intercostali.

Il dolore viscerale infatti risulta scarsamente localizzato  e tende ad essere riferito al dermatomero da cui prende origine l’innervazione dell’organo interessato, anche se talvolta si hanno irradiazioni in aree anatomiche distanti dall’organo per la presenza di convergenze tra afferenze viscerali e somatiche a livello del secondo neurone delle corna posteriori midollari.

Questa convergenza impedisce al Sistema Nervoso di distinguere ed identificare l’origine della sensazione dolorosa, il tutto è complicato dalla presenza di segnali derivanti da fibre provenienti dal peritoneo come succede spesso quando una patologia organica si propaga al rivestimento parietale della cavità viscerale in cui si trova, determinando il cosiddetto dolore di parete (CAWP – Chronic Abdominal Wall Pain)

Dolore Addominale Cronico2

Si ritiene che il 10% dei pazienti con dolore cronico addominale visitato nei dipartimenti di gastroenterologia  sia affetto da un dolore di parete. Le cause di più frequenti di questa sindrome sono:

  • dolore riferito a partenza da un viscere addominale o, meno frequentemente, toracico.
  • lesioni radicolari dei nervi intercostali
  • lesioni del peritoneo o della parete muscolare addominale (soprattutto di origine nervosa).

L’intrappolamento dei nervi cutanei sembra essere la causa più frequente di CAWP. Nel loro tragitto dalla colonna dorsale all’addome , questi nervi attraversano un anello fibroso situato nello spessore dei muscoli retti addominali, all’interno del quale possono scorrere liberamente. Talvolta queste fibre possono essere stirate e/o irritate da un aumento della pressione intra- o extra-addominale oppure da una cicatrice. Tutte queste condizioni possono determinare una compressione nervosa progressiva, un nerve entrapment, che può evolvere fino all’ischemia passando per la sofferenza intrinseca neurogena, campo d’intervento di NERVENIA.

Un indagine su 5000 pazienti con dolore cronico addominale ha evidenziato che in un 30% il dolore era dovuto ad una patologia degenerativa, e nel 22% si era sviluppato in seguito ad una procedura chirurgica. Il problema non è solo limitato alla chirurgia maggiore, perché anche interventi meno invasivi come una ernioplastica inguinale o un taglio cesareo possono causare un colore cronico post-operatorio in percentuali rispettivamente del 35% e del 60%.

La lesione chirurgica infatti determina una combinazione di risposta infiammatoria locale al danno tessutale e l’attivazione di cascate sistemiche di neurotrasmettitori e reazioni metaboliche locali che agiscono sia sulla via nocicettiva afferente che sul Sistema Nervoso Centrale.

L’entità della risposta infiammatoria e delle vie di segnale neuro-umorale sono correlate alla sede (maggiore in torace e addome) e all’estensione della lesione (stiramento o danno di strutture nervose, posizionamento protesico). I mediatori infiammatori, oltre a fare da starter ai processi di riparazione tessutale, agiscono sulle proprietà dei neuroni sentitivi primari prossimi alla lesione determinando la cosiddetta sensibilizzazione periferica, la quale determina una amplificazione della eccitabilità dei neuroni secondari, aumentando al sensibilità dell’area adiacente alla lesione.

L’intrappolamento dei nervi cutanei dell’addome è stato descritto come una delle cause principali di dolore cronico addominale. La palpazione dolorosa evoca sensibilità a livello della fascia del muscolo retto. In campo anestesiologico, la risoluzione temporanea del dolore dopo iniezione di 1-2 ml di anestetico locale è considerato diagnostico. Per traslato possiamo considerare indicativa la palpazione dolorosa, e quindi procedere al trattamento con DNS per il paziente a noi inviato per dolore cronico addominale.

In generale le indicazioni al trattamento con DNS Addominale possono essere così sintetizzate, anche se l’elenco non sarà mai completamente esaustivo.

  • Dolore cronico addominale idiopatico/degenerativo.
  • Alternativa all’anestesia loco-regionale nei Centri di Terapia del Dolore quando presenti controindicazioni a tale trattamento, o a completamento delle terapie già in atto.
  • Dolore addominale post-chirurgico in caso di: chirurgia colon-rettale o gastrica, parto cesareo, colecistectomia, isterectomia, ernia inguinale, appendicectomia, nefrectomia, trapianti di rene o fegato, prelievi della cresta iliaca, prostatectomia, chirurgia laparoscopica in genere.

Da molto tempo abbiamo inserito il trattamento con DNS per il dolore cronico addominale nei nostri Centri NERVENIA, e abbiamo progressivamente affinato la nostra tecnica di trattamento diventando punto di riferimento fisioterapico per queste patologie.

Bibliografia

  1. Thompson, Goodman, Rowe. Abdominal wall Syndrome: a costly diagnosisof exclusion. Gastroenterology, 2001; 120:A637.
  2. Cyriax EF. On various conditions that may simulate the referred pains of visceral disease, and a considertion of these from the point of view of cause and effect. Pratictioner. 1919; 102:314-22
  3. Sirinivasan, Greenbaum. Chronic abdominal wall pain: a frequently overlooked problem. Practical approach to diagnosis and management. Am J Gastroenterol. 2002; 97:824-30
  4. Bonica J. Management of pain. 2nd ed. Philadelphia: Lea and Febiger;1990:1277-81
  5. Applegate WV. Abdominal cutanaeous nerve entrapment syndrome. Surgery, 1972; 71:118-24
  6. Crombie, Davies, Macrae. Cut and Thrust:antecedent surgery and trauma among patients attending a chronig pani clinic. 1998:76:167-71.
  7. Reddi ev al. Chronic pain after surgery: Pathophysiology, risk factor and prevention. Postgrad Med J. 2014;90:222-7.
  8. Fanelli, Berti, Baciarello. Updating postoperative pain management: from multimodal to context sensitive treatment. Minerva Anestesiol. 2008;74:489-500.
  9. Kehler, Jensen; Woolf. Persistent surgical pain: risk factor and prevention. Lancet. 2006;367:1618-25.
  10. Jeffrey, Gudin. Expanding our understanding of central sensitization. Medscape Neural Neurosurg. 2004;6:1.

Spesso ci sentiamo rivolgere questa domanda: “Ho l’ernia. Dovrò essere operato?”

Talvolta sì, e gli studi scientifici danno indicazione chirurgica nei seguenti casi:

  • sindrome della cauda equina con incontinenza
  • importanti e progressivi deficit motori
  • dolore insopportabile.

Noi aggiungeremmo anche in caso di fallimento della terapia conservativa.

Nella maggioranza dei casi quindi l’intervento chirurgico non è necessario, e in queste poche righe vorremmo dare la nostra spiegazione. A questo scopo alleghiamo due studi (uno molto datato, l’altro di alcuni anni fa) a sostegno delle nostre tesi.

In prima istanza la quasi totalità delle ernie lombari o cervicali migliora spontaneamente in media entro 6 settimane. Un buon supporto farmacologico e fisioterapico strumentale antalgico aiutano a superare questo periodo.

In una certa percentuale si ha una regressione spontanea dell’ernia, cioè questa sparisce senza fare nulla. Lo studio che fa questa affermazione è del 2010; possiamo affermare che attualmente esistono terapie invasive e non-invasive che facilitano la regressione dell’ernia.

Ma esiste un aspetto moltointeressante sulla diatriba tra approccio chirurgico e conservativo: Soprattutto nei casi di dolore importante, la chirurgia permette una regressione del dolore molto più veloce della terapia conservativa. Ma a distanza di quattro anni, i risultati in termini di ricaduta, permanenza del dolore o altri sintomi non sono assolutamente differenti tra i soggetti operati e non-operati.

La logica conclusione è che è fondamentale l’approccio chirurgico nei casi con deficit motorio e sfinterico, e nei casi con dolore importante. Ma in tutti gli altri un approccio fisioterapico adeguato e ben studiato dà gli stessi risultati della chirurgia.

Vi aspettiamo negli studi NERVENIA per approfondire questi aspetti delle vostre ernie…

Puoi scaricare da qui la Bibliografia della Terapia Conservativa nelle Ernie Discali (formato pdf - lingua inglese)

 

 

In questa sezione potrai consultare la bibliografia essenziale per la Stimolazione Suturale. 

Puoi consultare la Bibliografia qui --> Bibliografia Stimolazione Suturale (formato pdf, articolo in lingua inglese)

 

 

L'utilizzo delle microcorrenti in Fisioterapia antalgica e in Riabilitazione è spesso controverso. Poiché esser fanno parte del bagaglio culturale e tecnico della Metodologia NERVENIA, abbiamo pensato di raccogliere alcuni articoli indicizzati per pubblicarli sul nostro sito, a disposizione del mondo accademico o semplicemente per chi ne vuole sapere un po' di più, nel costante impegno di disseminare i risultati della nostra ricerca e per validare ulteriormente la nostra metodica.  
 

Puoi consulatre la Bibliografia qui --> Bibliografia Microcorrenti (pdf)

 

 

Pubblichiamo con piacere la tesina di Maturità di un'allieva di un Liceo Scientifico di Torino, sul concetto di dolore e le sue correlazioni filosofiche, scientifiche e letterarie. Siamo felici di aver contribuito per la nostra piccola parte alla spiegazione dei meccanismi che sottendono il dolore e siamo orgogliosi sia della sua scelta che del risultato.

Link alla tesina "Il Dolore: Mente e Corpo" (pdf)

 

Ci sono malattie che faticano non solo a essere curate, ma anche riconosciute. La fibromialgia è una di queste. Colpisce in particolare le donne, è originata da una alterazione del sistema nervoso, e ha lo spiacevole risultato di creare dolore e alterazioni della sensibilità dappertutto.

La fibromialgia è una delle patologie reumatiche più diffuse, spesso si manifesta con dolore, rigidità e fatica, ma questi purtroppo non sono gli unici sintomi. Questi infatti rivestono tantissimi aspetti della vita del soggetto, non solo fisici, ma anche emotivi e sociali. Purtroppo i farmaci comunemente usati si rivelano scarsamente efficaci, perché agiscono sul sintomo, ossia il dolore localizzato, e non sulla causa, cioè il problema legato al sistema nervoso.

Vediamo come si sviluppa questa malattia e come si può arginare.

Dobbiamo considerare che il sistema nervoso gestisce tutte le aggressioni fisiche e psicologiche, tutte le situazioni di disagio del corpo e della mente. Per ognuna di queste situazioni crea una reazione fisiologica: così quando c’è un trauma si crea una risposta di dolore, quando c’è un momento di stress si crea una risposta nella frequenza cardiaca, eccetera….

Queste “risposte automatiche” del sistema nervoso sono originate e gestite dalle cosiddette  neuromatrici, che generano comandi e risposte che vengono ripetuti in tutte le occasioni simili; quindi se c’è una situazione di dolore, viene creato uno stato di infiammazione che dà l’avvio al processo di guarigione. In alcune persone le reazioni sono più forti e immediate, in altre più deboli e lente. In altre ancora queste risposte sono errate. E il cervello impara da se stesso, tendendo a ripetere le stesse risposte. E qui può nasce il problema.

La fibromialgia si genera quando la risposta del cervello diviene costantemente errata, trasformando ogni segnale (anche quelli innocui) in dolore o infiammazione.

Il risultato è uno stato di malessere continuo, che colpisce tutto il corpo, a volte con intensità tale che rende inefficaci i trattamenti localizzati e sintomatici.

Ecco perché bisogna andare a scavare alla radice del problema. In pratica, si tratta di fare una “riprogrammazione” del sistema nervoso.

Il trattamento è quindi mirato non a solo curare i sintomi dolorosi, ma anche e soprattutto ad agire sulle cause che li scatenano, ripristinando la corretta funzionalità del sistema nervoso. Andando ad agire così in profondità, ovviamente i tempi di efficacia non sono immediati: il problema si è originato in anni di disfunzioni, e va curato in maniera progressiva, riportando alla normalità le risposte dei nervi.

La terapia è lunga: si svolge con blocchi di 3-4 sedute intervallati da una pausa di un mese e sono necessari alcuni mesi di cura.

L’utilizzo della Neuromodulazione si sta dimostrando una terapia utile per combattere la fibromialgia alla radice. Con il vantaggio di essere una tecnica non invasiva e di veloce applicazione, tollerabile da tutti i pazienti senza controindicazioni. Abbiamo scelto proprio questa tecnica che secondo noi è quella che si rivela più efficace e più personalizzabile alle situazioni specifiche di ogni paziente.

Questo è solo uno dei trattamenti che eseguiamo con il metodo Nervenia di stimolazione dei nervi. Scopri di più sul metodo Nervenia

Articolo sulla Neuromodulazione mediante Dynamix nella Fibromialgia (pdf)


 

 

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